Se “la malattia è la risposta alla domanda che non ci siamo mai posti” (Gerard Athias) allora insieme, in un clima di fiducia e assenza di giudizio, recupereremo quella domanda e cercheremo la risposta, quella scevra da maschere e illusioni, quella che sana il nostro vero Essere. Ricordando che è solo dall’unione di consapevolezza e azione personale che è possibile superare l’ostacolo della ripetizione e innalzarsi verso il vero cambiamento.

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Chi sono?

Sono la dott.ssa Laura Catterina, psicologa clinica (iscrizione Ordine degli Psicologi n. 23649) che una decina di anni fa, colpita da una malattia in famiglia, ha iniziato ad appassionarsi del legame psiche-soma. Da lì ho intrapreso vari percorsi di ricerca che potessero aiutarmi a comprendere sempre meglio questo complesso e multi sfaccettato legame. In questi anni contributi di numerosi esperti di medicina biologica e psicogenealogica e l’approfondimento di tecniche psicologiche come quella della scuola strategica, che ben s’integrassero tra loro, mi hanno permesso di considerare da varie angolature la persona e il suo malessere. La svolta sicuramente più importante in questo mio cammino di ricerca, prima personale che lavorativo, è arrivata incontrando la dott.ssa Maura Balocco, che ha dato vita ad un metodo di ricerca-intervento innovativo ed eclettico nel campo della terapia olistica psiche-soma.

E’ in particolare da questo incontro che nasce e si delinea il mio intervento, che si propone di accompagnare la persona ad ascoltare se stessa e il suo corpo e sostenerla verso la piena realizzazione e quindi la totale indipendenza, artefice della propria salute fisica e psicologica.

Dall’interpretazione delle sue parole, grazie anche all’assonanza inconscia, dei simboli, dei sincronismi e dei sogni, ha inizio la “diagnosi terapeutica” che ci può portare fino alla scoperta di legami con segreti nascosti nell’albero genealogico. Il tutto ha inizio aiutando la persona a concepire con chiarezza ciò che intende risolvere e formularlo con precisione, definendo in particolare il risentito che riassume la situazione. La formulazione del problema è fondamentale, perché le parole che utilizziamo, lungi dall'essere scelte a caso dal nostro inconscio, sono già dense di significato.

Avvalendosi, poi, della decodifica biologica delle malattie, il simbolismo del corpo, la memoria trans-generazionale, la persona inizia a fare luce sulla sua vita, a chiarire i sintomi che l’inconscio ha disegnato sul suo corpo e sul suo ambiente circostante. Grazie ad atti e stratagemmi terapeutici, costruiti su misura, rivolti in particolare all'emisfero cerebrale destro, attento al linguaggio analogico, la persona può concretizzare la comprensione del suo sintomo per uscire dalla gabbia omeostatica della lealtà familiare. La vita assume allora un sapore nuovo dove l’ascolto del dentro e fuori di sé diventano i migliori alleati verso l’espressione più alta di se stessi.